Variazioni sul tema / Silenzio

 

Sulla riforma dell’Istruzione rimane ben poco da dire, tanto più che i giochi, almeno per quest’anno, sono chiusi. Per fortuna, agli esami orali di maturità, la parola è passata ai veri protagonisti dell’intera faccenda…

 

Mi sento come una bottiglia che rechi un messaggio scritto da altri e mandato per altri, vagando per l’oceano con notizie fondamentali e una forte nausea. Il mio vetro è freddo e bagnato: il messaggio, all’interno, asciutto e protetto.

In questi frangenti dovrebbe essere giusto il contrario: bisognerebbe comportarsi come un pannolino di nozioni, secco fuori e inzuppato dentro. Provare un’impassibilità esteriore (non la cortina di sudore che mi bagna la faccia) mentre nel contempo un bollore interiore (non questa quiete da sonno dei giusti), una pesantezza umidiccia e calda, una consapevolezza piena di aspettative trasformano l’adrenalina in mirabili logicismi e sagge elaborazioni.

Invece non vedo l’ora di schizzare via da questa sedia, da questa ovatta innaturale. Imbrattare il vecchio messaggio e riscriverne uno nuovo. Viaggiare col pensiero sulle sponde vergini dell’ignoto. Aprire la bottiglia; soprattutto, fare del silenzio una conquista.

Deve essere chiaro, ormai, la bottiglia è vuota; non ho messaggi di altri, niente da dire. Sto creando un mio messaggio, senza proferir parola.

Persino il presidente della commissione se n’è accorto e mi boccia rapidamente.

Restituendomi a una scena muta più gloriosa.

 

 

(Zefiro, 30/06/04)© Paolo Izzo

 

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