Scomunicateci
(rassegna stampa aggiornata al 29 ottobre 2009)
Manifesto per la scomunica:
Scomunicateci.
Siamo atei.
Siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi
e della epidurale, della
fecondazione assistita omologa ed eterologa, dell'interruzione
volontaria di gravidanza,
della "pillola del giorno dopo" e della RU-486, della ricerca sulle
cellule staminali embrionali, dell'eutanasia
e del testamento biologico.
Formiamo
coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni.
I nostri figli non li battezziamo e li esoneriamo dall'insegnamento della
religione cattolica.
Preferiamo pensare, invece di credere.
E pensiamo a una nascita umana sana, uguale per tutti,
senza perversioni e senza peccato originale. Perciò il Bene per noi è sinonimo di etica umana e di sanità mentale.
Riteniamo
che la Chiesa non si sia mai evoluta,
se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú.
Ugualmente, sosteniamo che il clero è una lobby di potere politico ed economico;
e che il Vaticano è uno Stato straniero, con le sue regole,
il suo piccolo territorio e le sue grandi brame di espansione.
E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si
dice:
a Gesù, a san Francesco o
alla madonna;
perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche,
né più né meno di Giove, Bacco e Artemide.
Perciò
vogliamo starne fuori:
se la Chiesa o il nostro Stato parleranno a nome della
cristianità, non parleranno piú a nome nostro.
Vogliamo essere liberi di sognare,
di pensare alle donne e agli uomini come noi,
di occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri
umani, fatti di psiche e di biologia
e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi.
E morti quando non potremo più pensare di essere vivi.
Tutto
questo può bastare per essere scomunicati?
Riteniamo di sì.
© Paolo Izzo
Link al gruppo Facebook:
http://www.facebook.com/group.php?gid=64106479277
(SIAMO 3077!)
sabato 5 maggio 2007 – La prima lettera al Riformista
il Riformista 05-05-2007
Lettere / Un richiesta da indirizzare…
Scomunicatemi
Caro direttore,
sono arrivato a una conclusione: vorrei
essere scomunicato dalla Chiesa cattolica. Con la mia compagna ho formato una
coppia di fatto; siamo atei, siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi, della fecondazione assistita ed eterologa, dell'aborto, della ricerca sulle cellule
staminali embrionali, dell'eutanasia. Preferiamo pensare, invece di credere. E
pensiamo a una nascita umana sana, senza perversioni e
senza peccato originale. Siamo convinti che la Chiesa non si sia mai evoluta,
se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú. Riteniamo, ugualmente, che il clero sia una lobby, un
potere politico-economico; e che il Vaticano sia uno Stato come un altro, con
le sue regole, il suo territorio, le sue brame di espansione.
E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si
dice: a Gesù, a san Francesco o alla madonna; perché
per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche, né più né meno di Giove,
Bacco e Artemide. Perciò vogliamo starne fuori: se la
Chiesa parla a nome dei cristiani, non parlerà piú a nome nostro. Vogliamo pensare alle donne e agli
uomini come noi, occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non
prima di aver visto la luce con i nostri occhi. Puó
bastare? A chi devo rivolgermi per formalizzare la questione? Paolo Izzo
http://www.uaar.it/news/2007/05/06/scomunicatemi/
http://www.romalibera.it/scomunica.html
http://vitagra.splinder.com/post/12123512
http://www.nogod.it/contributi.htm
http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=14750
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/9878/attualita
http://maternatura.splinder.com/post/12119313
http://theperfectstorm.splinder.com/post/12712043/Lettera+al+cardinale
http://www.unibosca.com/public/forum/viewtopic.php?t=6238&sid=eab5d2644486b0c65af00c7d273219bb
http://keypivot.com/scomunicatemi
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=344864&referrerid=10150
http://www.pdci-ibarruri.it/edimaggio2007.htm
martedì 8 maggio 2007 – Cinque lettere al Riformista
il Riformista 08-05-2007
Lettere / Le ingerenze della Chiesa e un coro di lettori: “Adesso
scomunicateci tutti”
Scomunicatemi/1
Caro direttore,
in merito alla lettera pubblicata dal
vostro giornale a firma Paolo Izzo, vogliamo renderle noto che aderiamo alla
sua richiesta e iniziativa di farsi scomunicare. Siamo una coppia di fatto con
bambina, siamo indignati dalle continue intromissioni della chiesa nella vita
privata, e peggio ancora, dalla violenza quotidiana con la quale questa
pretende di imporre credenze sulla natura umana, attraverso i mezzi di
comunicazione di massa, in alcuni casi divenuti organi ufficiali della santa
sede. É davvero inammissibile che nel 2007 si cerchi di far
credere con argomentazioni totalmente infondate che la vita umana inizi col
concepimento o peggio ancora nell'incontro tra uno spermatozoo predestinato e
l'ovulo. Tale impostazione viene fatta passare
come conoscenza storica e scientifica sull'uomo e, come tale, patrimonio di
tutti. La cosa, oltre ad essere falsa, visti i risultati delle recenti ricerche
in ambito biologico e psichiatrico di pubblico dominio, assume connotati di ideologia violenta nella misura in cui qualsiasi
opposizione viene considerata oltraggiosa del magistero ecclesiastico e della
libera espressione della chiesa. Si attua uno strano capovolgimento per cui chi è oppresso da un falso pensiero diventa
oppressore. Sembra che il controllo sul pensiero umano, sulla vita, gli
affetti, i comportamenti, la sessualità tra uomo e donna, siano gli obiettivi
non dichiarati ma perseguiti dall'Istituzione ecclesiastica. Noi sosteniamo che
uomini e donne sono liberi, nel pensiero che si forma alla nascita, di andare
verso i propri simili, per comprendere e conoscere la storia della specie
umana, la bellezza e la scienza che, nonostante tutto, viene
creata dagli uomini per gli uomini.
Annio G. Stasi, Mery Tortolini, Viola Stasi
Scomunicatemi/2
Caro direttore,
nella lettera pubblicata sul Riformista di
sabato 5 maggio Paolo Izzo spiega i motivi per i quali vorrebbe essere scomunicato.
Ne potrei aggiungere altri, ma mi limito ad associarmi
a tale richiesta. Sono un cittadino rispettoso di tutte le leggi e norme che
regolano il vivere civile e spero che una scomunica risparmi anatemi, invettive
e insulti che la Chiesa ormai quotidianamente rivolge a me, e sono convinto ai
più nel nostro paese, su questioni che riguardano unicamente la sfera della
vita privata. Vittorio Caporioni
Scomunicatemi/3
Caro direttore,
con tutta la simpatia per lei e il suo
lavoro, che seguo ormai da molti anni, desidero ringraziarla per l'evidenza,
che la posta del Riformista ha riservato alla lettera di Paolo Izzo di sabato
scorso:"Scomunicatemi". È un testo che sottoscrivo
punto per punto e sui quali temi gradirei che ci fosse un ampio dibattito. Siamo
quasi tutti di estrazione familiare cattolica nel
nostro paese, ma quanta ipocrisia e ingiustizie stiamo ancora patendo come
cittadini ed ancor più come cittadine per questa adesione acritica ad un credo
che impedisce l'estrinsecarsi del pensiero umano?
La ringrazio per
l'attenzione e le auguro buon lavoro. Gabriella
Cetroni
Scomunicatemi/4
Caro direttore,
in seguito alla lettera da voi pubblicata
sulla scomunica di Paolo Izzo, vorrei unirmi a lui, condividendone pienamente
le argomentazioni. Paola Botta
Scomunicatemi/5
Caro direttore,
anch'io voglio essere scomunicato. Di fatto
non sono stato mai molto cristiano, pur essendo battezzato: d'altronde non è un
rito magico che cambia la sostanza delle cose. Tuttavia, viste le ingerenze
sempre più irritanti e aggressive del Vaticano, e un sostanziale atteggiamento
di genuflessione da parte dei nostri rappresentanti politici, dichiaro di non
voler più essere accomunato a quella percentuale - di fatto probabilmente molto
bassa - di cittadini che si sentono e si dichiarano cristiani, e approvano questo atteggiamento acritico verso tutto ciò che ci viene
propinato come parola di dio. Io sono ateo, da tempo,
e non mi fido per niente della buona salute di chi evoca spiriti. Saluti, Massimo Caracciolo
mercoledì 9 maggio 2007 - Quattro lettere al Riformista e un lancio Apcom
il Riformista 09-05-2007
Lettere / Nuove richieste di scomunica…
Scomunicatemi/1
Caro direttore,
sull'onda delle molte testimonianze che
hanno fatto seguito a quella dell'illuminatissimo
Paolo Izzo e compagnia, sento di non poter resistere e di dover partecipare.
Sono un ragazzo di 28 anni che si rifiuta di accettare di vivere nell'Alto
Medioevo come invece piacerebbe alla chiesa. Rifiuto e mi sento
offeso dall'essere considerato nato decaduto e contaminato del peccato
originale (dal Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1250). Trovo assolutamente
violenta una proposizione di questo tipo peraltro avulsa da ogni rapporto reale
(mi pare che Ruini non abbia bambini). Io chiedo di
essere scomunicato perché profondamente convinto di essere
innanzi tutto nato (e se permettono lorsignori è
diverso dall'essere un embrione), e poi nato libero e sano, senza nessunissima forma endemica di peccato, nato per essere in
rapporto con i miei consimili nelle forme e nei modi che liberamente scelgo e
che non permetto vengano stabilite a priori al mio posto. Libero
di esercitare la mia sessualità nel rapporto col diverso da me senza vincoli né
contratti, libero di usare contraccettivi, di avere quante più storie d'amore
io riesca. Libero di non fare la carità perché inutile e libero di
appoggiare convintamente la ricerca sulle staminali
embrionali che invece sarebbe indispensabile per salvare vite umane (pensi un
po' lei, un euro al semaforo al posto della possibilitá
di guarire l'halzaimer, mi dica se non le sembra un
pensiero totalmente sconnesso). Per questo e molto altro...scomunicatemi.
Simone Meschino
Scomunicatemi/2
Caro direttore,
ho letto sul Riformista una lettera di
Paolo Izzo particolarmente interessante. Sono una donna separata da oltre dieci
anni, sono atea e sono a favore di tutto ciò già detto nella lettera
Scomunicatemi. La Chiesa non si limita all'esercizio spirituale, esercita un
potere di estrema violenza su tutti gli esseri umani,
credenti e non, con l'intento di eliminare la possibilità del libero pensiero
individuale. Non le pare che ce ne sia più che a
sufficienza per una gradita scomunica? Annamaria
Dipiazza
Scomunicatemi/3
Caro direttore,
le scrivo due righe per segnalarle che,
come Paolo, anche io voglio essere scomunicata e come me ci sono molte altre
persone che si riconoscono in quanto riportato nella lettera pubblicata il 5
maggio dal suo giornale. Quanto prima scriverò alla
parrocchia dove sono stata battezzata per formalizzare la mia richiesta.
Buona giornata, Paola Capitani
Scomunicatemi/4
Caro direttore,
aderisco alla richiesta di scomunica. Lamberto Vaghetti
(APCom) CHIESA/ SU 'RIFORMISTA' MIETE
CONSENSI
09-05-2007 15:50
(ripreso da Nuova Agenzia Radicale)
Roma, 9 mag. (APCom) - Sul 'Riformista' miete
consensi la proposta avanzata da un lettore - ateo dichiarato - che, giorni fa,
domandava ragguagli su come ottenere la scomunica dalla Chiesa cattolica. Nella
rubrica delle lettere alla redazione, da alcuni giorni - e ancora oggi -
numerosi altri lettori hanno aderito alla provocazione. A tener banco tra le
argomentazioni sono gli interventi dei vertici cattolici nel dibattito politico
italiano, il tema della laicità e questioni come la bioetica e l'aborto.
"Vogliamo pensare alle
donne e agli uomini come noi, occuparci dei nostri bisogni e delle nostre
esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di
biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi",
scriveva sabato scorso il lettore che per primo ha lanciato la richiesta di
scomunica, Paolo Izzo. "Puó bastare? A chi devo rivolgermi per formalizzare la questione?".
giovedì 10 maggio 2007 - Una lettera al Riformista, un lancio Agi e un
attacco dell’Avvenire
il Riformista 10-05-2007
Lettere / Tante scomuniche…
Scomunica
sì
Caro direttore,
aderisco anch'io alla richiesta di scomunica. A
quanto pare la lista si sta facendo un po' lunghetta.
Mi piacerebbe comunque soffermarmi su una mail a firma
Simone Moschino, il quale ha scritto nelle colonne
della posta del Riformista di ieri:"...libero di non fare la carità perché
inutile e libero di appoggiare convintamente la ricerca
sulle staminali embrionali che invece sarebbe indispensabile per salvare vite
umane...". Nient'altro da aggiungere se non il fatto che a causa
dell'arretratezza e della ipocrisia (istituzionale e
non) italiana permettiamo ancora che una donna perda per due volte consecutive
il proprio bambino (cosa accaduta di recente) perché la scienza e la legge si
devono genuflettettere al dogma. É una vergogna. Distinti saluti e complimenti per le vostre battaglie. Francesco Marmorato
(Agi) Coraggio laico. Il Riformista e tanti "scomunicatemi"
10-05-2007 17:50
(ripreso da Nuova Agenzia Radicale)
Roma, 10 mag. (Agi)
Partita, con un'indubbia dose di coraggio per la sfida in essa
contenuta, é via via cresciuta la inusuale richiesta
'scomunicatemi' ed il quotidiano che l'ha ospitata, 'il Riformista',
si é ritrovato inondato di lettere."Vorrei essere scomunicato dalla Chiesa
cattolica" ha scritto sabato 5 maggio, Paolo Izzo, spiegando che lui e la
sua compagna sono "una coppia di fatto" e
entrambi "atei: siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi, della fecondazione assistita ed eterologa, dell'aborto, della ricerca sulle cellule
staminali embrionali, dell'eutanasia". Scrittore per hobby e passione,
Izzo aggiungeva: "preferiamo pensare invece di
credere. Pensiamo a una nascita umana sana, senza
perversioni, senza peccato originale". La conclusione di
Izzo é stata: "vogliamo pensare alle donne e agli uomini come noi,
occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di
psiche e di biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi.
Puó bastare? A chi devo rivolgermi
per formalizzare la questione?".Il giorno
dopo arrivano a 'il Riformista'
numerose lettere di plauso e consenso e ancora il giorno successivo. "Sono
una donna separata da oltre dieci anni - ha scritto mercoledì 9 Annamaria Dipiazza - sono atea e sono a favore di tutto ciò già detto
nella lettera 'scomunicatemi'. La Chiesa non si limita
- aggiungeva Annamaria - all'esercizio spirituale, esercita un potere di estrema violenza su tutti gli esseri umani". E Paola
Capitani sempre lo stesso giorno chiedeva "come Paolo anch'io voglio esser
scomunicata e come me ci sono altre persone che si
riconoscono in quanto riportato nella lettera del 5 maggio". E Simone Meschino
é d'accordo: "chiedo di essere scomunicato perché
profondamente convinto di essere innanzitutto nato e poi nato libero e sano,
senza nessunissima forma endemica di peccato... Per
questo e molto altro... scomunicatemi". Se c'é chi non é d'accordo come Pietro
Parodi da Genova che parla oggi di "infantilismo dei miei 18 anni (quando,
racconta, voleva esser 'sbattezzato') lo stesso
infantilismo pare diffuso tra gente che avrebbe dovuto raggiungere da un pezzo
la maturità di pensiero, oltre che scolastica", c'é poi Francesco Marmorato d'accordo con la richiesta 'scomunicatemi'.
Avvenire 10-05-2007
Tragico e ridicolo condivisi: con coppia di tre!
di Rosso Malpelo (alias Gianni Gennari)
"Liberazione" e
"Riformista" paiono lontani e forse lo sono, salvo una follia comune.
La prima, l'altro ieri (p. 1) piange la sconfitta francese con titolone:
"La destra moderna e populista vince. La sinistra
ha perso la strada". Solo roba francese? Sì. Infatti loro vanno avanti. Strada sicura, con strillo lì
sotto: "12 maggio del Coraggio laico. Rifondazione coi
radicali". Lì accanto, per fare chiarezza, c'è anche una preghiera tra
divino ed umano. A p. 3 poi, dalla Fiera del Libro di Torino, un reportage su 5
colonne informa sul programma, con "notizia bomba": "venerdì, a due giorni dal Family Day", ci sarà anche un
libro del cardinale Ruini! Un sussulto: "coincidenza a dir poco preoccupante". Una tragedia. Comica però, perché da venerdì a sabato corre un solo giorno.
Già! Anticlericali di oggi:
al solo sentir parlare di Chiesa perdono il filo. E
qui fanno coppia col "Riformista". Stesso giorno, in prima pagina,
ancora sul deludente voto francese, e lì sotto il ricordo che "nel '48 il
Papa non rispettò i comunisti", ma "li scomunicò"! Persa la
memoria di ciì che successe in quei mesi ed anni in
mezza Europa, con il plauso del Pci di allora? E infatti la scomunica è del '49. È il meno. Più in tema a p.
7 "Scomunicateci tutti": ben 5 lettere di sette lettori fuori dai gangheri per "le ingerenze della
Chiesa". Comprensibile pur se opinabile, ma con una curiosità: la prima
lettera, inviata da "una coppia di fatto", ha tre firme! Tre? Anche al "Riformista", redazione e lettori, al
solo parlare di Chiesa e cattolici, vanno fuori giri. Forse hanno anche loro
"perso la strada".
venerdì 11 maggio 2007 - il Riformista risponde all’Avvenire (e Nuova Ag. Radicale dà conto dello scambio)
il Riformista 11-05-2007
Lupus in pagina
Gianni Gennari,
autorevolissimo collaboratore dell' "Avvenire",
si è occupato ieri delle richieste di scomunica che da giorni stanno intasando
la nostra casella di posta. E di questo lo
ringraziamo. A calamitare l'attenzione di Rosso Malpelo è stata soprattutto una
lettera che abbiamo pubblicato martedì 9. Ci è stata inviata
da Annio G. Stasi, Mary Tortolini e Viola Stasi. Gennari l'ha archiviata alla voce - parole sue -
"curiosità". "Ha tre firme! Tre? Anche
al "Riformista" - ha annotato - redazione e lettori, al solo parlare
di Chiesa e cattolici, vanno fuori giri. Forse hanno anche loro "perso la
strada". Avremmo tanto voluto essere noi della redazione a soddisfare la curiositá di Rosso Malpelo. E lo
avremmo fatto, se non ci avessero giá pensato gli
autori della lettera. "Siamo una coppia di fatto con bambina, siamo indignati
dalle continue intromissioni della chiesa nella nostra vita privata",
scrivevano martedì. Quanto fa una coppia di fatto (a rigor di
logica, Annio G. Stasi e Mary Tortolini) più
bambina (Viola Stasi)? Questo glielo diciamo noi, a Gennari:
tre.
sabato 12 maggio 2007 – Tre lettere sul Riformista
il Riformista 12-05-2007
Lettere / Lupus in pagina e una piccola postilla per Rosso Malpelo
Arieccoci
Caro direttore, sul numero
di ieri del vostro giornale viene riportato un
commento fatto da Gianni Gennari su “l'Avvenire”
nella sua rubrica a firma Rosso Malpelo. Il titolo era “Tragico e ridicolo
condivisi: con coppia di tre!”. Il centro dell'articolo era una «follia comune»
che avrebbe unificato in questi giorni di sconfitta delle sinistre “il Riformista”,
“Liberazione”, e una massa indistinta di lettori anticlericali che vogliono
esser scomunicati o sbattezzati, cioè non riconoscono
la supremazia del pensiero cattolico nella conoscenza dell'uomo e sull'uomo. Lo
spunto del titolo, ironico, è la lettera da noi inviata e da voi pubblicata
martedì. Una coppia di fatto con bambina che firma, bimba
compresa. Ci chiediamo: una svista di Gianni Gennari
aver confuso il due con il tre, o sola la logica conseguenza di un pensiero che
considera non esistente chi non ha linguaggio verbale? Pensiamo che ciò che ha
fatto “reagire” Gennari è ciò che è stato detto, e come è stato detto: pensiero e linguaggio. Ci siamo permessi
di rifiutare, in modo argomentato, per quanto possibile, una ideologia
che crede e non pensa. Suggeriamo alla redazione del Riformista e ai lettori, gli atto dello splendido convegno che si è tenuto il 3
maggio a Roma dal titolo: «Bioetica, cellule staminali ed embrione umano. Il
pensiero religioso e laico». Convegno presieduto da Lucio Luzzatto
e William Arcese a cui hanno
partecipato tre eminenti esponenti delle religioni monoteistiche: don Andrea
Manto (cattolico), Riccardo Di Segni (ebreo) e Mario Scialoja
(musulmano) e per il pensiero laico gli scienziati Maurizio Mori, Massimo
Fagioli e il filosofo Eugenio Lecaldano. Nel convegno
sono state esposte ricerche e ipotesi che indicano quando inizia la vita umana
e come nasce il pensiero nella nostra specie. In particolare è stata esposta da
Fagioli la sua teoria sulla pulsione umana e la formazione della capacità di
immaginare, reazioni e dinamiche che avvengono alla nascita. Certo ci siamo
permessi di rifiutare anche per nostra figlia quanto “sanamente”
riteniamo falso. Occorrerà il tempo necessario perché anche lei trasformando le
sue immagini e pensieri in linguaggio articolato, realizzi nell'espressione
verbale quel no che è di tutti noi che apriamo gli occhi sulla storia. E questa sarà la sua libertà, eguaglianza e diversità di
donna. Annio G. Stasi, Mery Tortolini, Viola Stasi
Scomuniche
Caro direttore, ho letto,
col poco stupore che mi resta in merito, che il papa ha ribadito
che, secondo il diritto canonico, le donne che abortiscono vengono scomunicate latae sententiae. Per milioni di
donne come me, nonché per i loro medici, che
responsabilmente hanno dovuto affrontare questa drammatica scelta, l'adesione
alla provocatoria battaglia iniziata dal mio compagno è dunque automatica.
Cordiali saluti, Antonella Pozzi
Cannibalismi
Caro direttore,
«l'uccisione di un bimbo è incompatibile con il nutrirsi del corpo di Cristo»,
dice Ratzinger a proposito dell'aborto. A parte che
già chiamare «bimbo» l'embrione o il feto nasconde l'insufficienza delle parole
rispetto alle cose, e a quel punto potrebbe anche chiamare un embrione uomo
maturo o senescente o cadavere e sarebbe la stessa cosa, e comunque
vorrei fargli notare che anche l'apologia del cannibalismo di cui sopra,
viceversa, è incompatibile con la democrazia liberale e lo Stato di diritto. Massimiliano Parente
martedì 15 maggio 2007 – Un articolo su Aprile online
Aprile online
15-05-2007
Orgogliosamente
scomunicati
di Nane Cantatore
Focus - Diverse lettere al Riformista mostrano la volontà di
uscire dalla Chiesa cattolica, nella quale si viene
arruolati nella primissima infanzia e dal cui abbraccio è difficile
districarsi, proprio perché non è certo in gioco soltanto la salvezza
dell'anima
Sabato 5 maggio la rubrica delle poste del Riformista pubblicava una lettera di
Paolo Izzo, che esprimeva, con concisa completezza, del suo personale distacco
dalla Chiesa cattolica, dal cattolicesimo in quanto
tale e dalla religione stessa in generale, chiedendo pertanto a chi si sarebbe
dovuto rivolgere per ottenere una doverosa, opportuna e trepidamente attesa
scomunica. Nei giorni seguenti, molti altri lettori si sono associati alla
richiesta, tanto che il clamore di un'iniziativa così partecipe ha finito per
attrarre gli strali del corsivista dell'Avvenire specializzato in umorismo da
sacrestia, tal Rosso Malpelo (saeculo Gianni Gennari). Vorremmo soddisfare la curiosità del primo e dei
successivi scriventi, segnalando loro la campagna per lo sbattezzo
dell'Uaar, Unione degli atei, agnostici e
razionalisti (http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo), che permette la
cancellazione del proprio nome dai registri parrocchiali, e di conseguenza
l'uscita da quella che potremmo chiamare l'anagrafe cattolica.
L'importanza di
questa anagrafe non è da sottovalutare: nella storia
recente, va ricordato come proprio i registri parrocchiali abbiano aiutato le
autorità di mezza Europa a individuare con certezza gli ebrei da mandare nelle
camere a gas, permettendo di riconoscere nel corso delle generazioni le
famiglie cristiane e di separarle da quelle massacrabili. Oggi, con la Chiesa
che ha scoperto di essere sempre stata un'indefessa nemica di
ogni dittatura, e che tra un pò, vista
l'attenzione che si continua a prestare alla verità dei fatti, potrà persino
dire di essere stata nemica di Franco e del generale Galtieri,
questo tipo di utilizzo dei registri sembra leggermente caduto in disuso; ma
non per questo esso è meno politico.
La presenza di
molti nomi dei lettori di queste righe nei registri parrocchiali, al di là delle loro probabili divergenze su molti articoli
di fede e su un numero ancor maggiore di prescrizioni pratiche, risponde a una
finalità ben precisa, quella di continuare a considerare la grande maggioranza
degli italiani arruolata nella milizia di Cristo, in attesa di qualsiasi ordine
venga ad maiorem Dei gloriam
dal soglio pontificio, e perfettamente disponibile a riconoscere alla Chiesa
cattolica un ruolo sociale, culturale, politico ed economico enormemente
superiore a quello che potrebbe spettare, secondo ragione e secondo legge, a
qualsiasi religione organizzata.
Il dato della
soverchiante preponderanza dei cattolici in Italia si fonda, come sua sola base
oggettiva, sul numero dei battezzati; non si tiene conto di quanti abbiano
proseguito nel successivo cursus honorum del rito cattolico (comunione,
cresima, matrimonio in chiesa, unzione dei moribondi), non si depennano quelli
che sarebbero colpiti da scomunica erga omnes
(divorziati, comunisti, donne che abbiano abortito e medici che le abbiano
aiutate, tanto per dire): sembra che la Chiesa, dopo essersi tanto alacremente
data da fare per secoli nell'opera di individuare, espellere e punire i
dissidenti al suo interno, si sia ormai data a un
approccio più inclusivo, nel quale la paura fondamentale è quella di rimanere
soli a spegnere i moccoli di una funzione andata deserta.
Anche la
manifestazione di san Giovanni può essere letta in questo modo: il milione di
fedeli parrocchiani era lì a denunciare un preteso attacco a quella che si
pretenderebbe come la più granitica delle istituzioni, quella famiglia naturale
nel cui alveo si troverebbe la scaturigine e la legittimazione prima di ogni ordine sociale, e così facendo ha mostrato in pieno
la paura di un gregge cattolico che, fatto per l'ammucchiata, si sente
abbandonato, solo e disperso. Il fatto che si ricorra a giochetti coi numeri, a un'anagrafe unilaterale e, come ultima
risorsa, alla piazza coi torpedoni appena dismessi
dall'ultima gita al santuario di padre pio a 19 euro tutto compreso, mostra che
la Chiesa ha paura, paura di essere abbandonata. Speriamo che questa volta abbiano
ragione.
mercoledì 16 maggio 2007 – Un articolo di nogod.it
NOGOD.IT 16-05-2007
Lo “sbattezzo” di massa agita i sonni dei vescovi cattolici.
Lo
straordinario successo dell’ iniziativa lanciata
dall’Unione Atei (UAAR) per la cancellazione dai registri parrocchiali di tutti
i battezzati che non intendono più essere calcolati nel gregge di Ratzinger, mette in agitazione i millantatori che vogliono
far credere che la quasi totalità degli italiani appartiene, per iscrizione contra voluntatem
dalla nascita, a quella organizzazione della Menzogna Globale. Nel silenzio
pressoché totale dei media vaticaliani
ce ne ha dato notizia solo il Riformista (e oggi aprile online rilancia) con un
articolo che illustra bene la situazione. Ci fa piacere notare che l’interesse
del Riformista per il dilagante fenomeno dello “sbattezzo” (ma il termine è
improprio trattandosi solo di una bonifica statistica) è stato stimolato da una
lettera di Paolo Izzo, che insieme a chi vi scrive e a
molti altri, ha lanciato l’ iniziativa di “Resistenza Laica”, il portale web di
siti e blog impegnati contro le teocrazie presenti e
future. Nei prossimi giorni “Resistenza Laica” riceverà il suo “battesimo”
pubblico, ma l’iscrizione nel registro dei Resistenti avverrà per decisione
autonoma, forte, motivata e responsabile di chi VUOLE aderire e non per
coartazione di incapaci.
giovedì 22 novembre 2007 – Il “Manifesto por la
Excomunion” della FIDA (Federacion Internacional de Ateos)
(…) Tras
todo lo cual, exigimos, apelando a vuestra presumible coherencia:
Que, en declaración eclesiástica y por
oficial escrito, sea emitida CONDENA DE EXCOMUNIÓN PÚBLICA a TODOS los
miembros, actuales y futuros, de la Federación Internacional de Ateos, no dejando
así duda alguna en cuanto a la negativa absoluta, por nuestra parte, a seguir
perteneciendo, en los casos en los que así conste, al cómputo de los fieles de
la secta católica. (...)
(per il testo integrale vai
qui)
sabato 24 novembre 2007 – Una mia nuova lettera su Il Riformista
il Riformista 24-11-2007
Lettere / Eretici impenitenti
Caro direttore,
ricorderà certamente la richiesta di scomunica che inoltrai
poco più di sei mesi fa dalle colonne del suo giornale e a cui seguirono così
tante lettere di persone con le stesse intenzioni da “intasare” (parole vostre)
la casella di posta del Riformista. Nonostante il clamore,
però, la provocazione non fu raccolta da chi di dovere. E noi siamo rimasti
qui, eretici impenitenti, in attesa vana della dovuta
scomunica: lo scopo del clero cattolico, chiaramente, è quello di continuare ad
annoverarci tra i suoi adepti! Le segnalo tuttavia un’analoga e meglio
organizzata iniziativa della Fida spagnola (Federaciòn
Internacional De Ateos) che
ha stilato un vero e proprio “Manifiesto por la Excomuniòn” (Actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica). Stavolta il
Vaticano non potrà fare orecchie da mercante. Possiamo
ripartire da lì, caro direttore, se ha ancora voglia di supportare questa
battaglia di laicità e libertà. Magari proprio nel giorno contro la violenza
sulle donne: perché le donne non solo prendono calci e
pugni veri, ma hanno anche ferite e lividi meno visibili, ma più profondi,
inferti proprio da chi le vuole mogli e madri o altrimenti le addita come
streghe e assassine.
Paolo
Izzo www.paoloizzo.net
martedì 27 novembre 2007 – Un’altra lettera su Il Riformista
il Riformista 27-11-2007
Lettere / Quelle false verità
Caro direttore,
nuovamente il tuo giornale, con la pubblicazione della provocatoria lettera
per la scomunica apparsa sabato, torna ad appoggiare la battaglia a favore
della laicità e della libertà. Anch’io, ovvio, ambisco
alla scomunica: voglio verificare personalmente se il nemico di questa lotta
esiste. Perché secondo me non esiste, è solo un nulla
che tarla la testa degli italiani. Il nostro errore più grande è credere di
avere di fronte un nemico da combattere, un occupante al quale resistere.
Nessuno dei nemici della laicità e della libertà leggerà queste provocazioni,
nessuno si scandalizzerà, nessuno ci scomunicherà, nessuno replicherà, perché
la controparte è inesistente. Però i nostri signori
politici credono che questo nulla esista e per esserne certi e non essere
attanagliati dall’angoscia lo comprano. Quattro miliardi di euro
all’anno ci costa la lavatrice dei cattivi pensieri della politica. E molto di
più ci costa ogni anno la falsa etica economica che condiziona la vita di
milioni di persone nel mondo, producendo quelle disuguaglianze frutto di una falsa etica sociale che genera negli uomini
rabbia e sconforto e che vengono diagnosticate ingannevolmente come peccato e
colpa. E molto peggio va alle donne, vittime di una falsa morale che ha loro negato sempre libertà e diritti. La legge dovrebbe
punire severamente il nulla e gli spacciatori di verità false.
Roberto Martina e-mail
mercoledì 28 novembre 2007 – Un’altra mia lettera su Il Riformista
il Riformista 28-11-2007
Lettere / Parola di eretico
Caro direttore,
che l’idea di chiedere con insistenza la scomunica
della Chiesa cattolica non sia peregrina lo dimostra - oltre alle numerose
adesioni - anche l’editoriale sui diritti civili che leggo sul Riformista del
27 novembre. Il Parlamento è paralizzato in tema di leggi che tutelino le persone? Ma è
sicuramente perché teme, appunto, la scomunica del Vaticano. Perciò:
si tolgano il pensiero. Anticipino quello che comunque
avverrà una volta che saranno riusciti a votare qualche minimo provvedimento in
favore di Cus, di pillola del giorno dopo, di
testamento biologico o di fecondazione eterologa. Si
sentiranno più leggeri, dopo. Più liberi, più umani, più terreni. E
ricondurranno lo scontro sul piano temporale, soprattutto: diventerà anche più
semplice intervenire sull’otto per mille, sugli sconti Ici
alla Chiesa, sulla presenza del pensiero cattolico nella tv pubblica, costante
e fuori da ogni par condicio
confessionale. Da eretici, da persone cioè “che hanno
scelto”, il confronto con il dogma sarà meno trascendentale e le conseguenze
prospettate meno apocalittiche.
Paolo Izzo www.paoloizzo.net
domenica 8 febbraio 2009
Su Facebook ricomincia la battaglia con la
creazione del gruppo “Scomunicateci”
Manifesto:
Siamo
atei.
Siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi
e della epidurale, della
fecondazione assistita omologa ed eterologa,
dell'interruzione volontaria di gravidanza, della "pillola del giorno
dopo" e della RU-486, della ricerca sulle cellule staminali
embrionali, dell'eutanasia e del testamento biologico.
Formiamo coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni. I nostri figli
non li battezziamo e li esoneriamo dall’insegnamento della religione cattolica.
Preferiamo pensare, invece di credere. E pensiamo a
una nascita umana sana, uguale per tutti, senza perversioni e senza peccato
originale. Perciò il Bene per noi è sinonimo di etica
umana e di sanità mentale.
Riteniamo che la Chiesa non si sia mai evoluta, se non perché costretta dagli
Stati laici, come il nostro non sembra essere piú.
Ugualmente, sosteniamo che il clero è una lobby di potere politico ed
economico; e che il Vaticano è uno Stato come un altro, con le sue regole, il
suo piccolo territorio e le sue grandi brame di espansione.
E nemmeno chiediamo che si torni… alle origini, come
si dice: a Gesù, a san Francesco o alla madonna;
perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche, né più né meno di
Giove, Bacco e Artemide.
Perciò vogliamo starne fuori: se la Chiesa o il nostro Stato parleranno
a nome della cristianità, non parleranno piú a nome
nostro.
Vogliamo essere liberi di sognare, di pensare alle donne e agli uomini come
noi, di occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di
esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non prima di aver
visto la luce con i nostri occhi. E morti quando non potremo più pensare di essere vivi.
Tutto questo può bastare per essere scomunicati? Riteniamo di sì.
© Paolo Izzo
Link al gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=64106479277
(SIAMO 3077!)
domenica 15 febbraio 2009 – Una mia lettera su Liberazione
Liberazione 15-02-2009
IL PRIMATO DEI DIRITTI CIVILI – Da questa chiesa vogliamo
la scomunica
Caro direttore,
incredibilmente - per una volta - sono d'accordo con un cardinale. Con quello
che, dall'alto della Congregazione per i sacramenti, chiede che "chiunque
si sia attivato per la morte di Eluana
sia scomunicato". Allora ce l'abbiamo fatta!
Qualcuno ricorderà certamente la provocazione che lanciammo
tempo fa e che fu raccolta da tante persone, occupando per giorni e giorni le
pagine del Riformista e di altri quotidiani, agenzie e siti internet. Era il
maggio 2007 e la guida del giornale era affidata a
Paolo Franchi: un manipolo di eretici chiedeva addirittura la
scomunica dalla Chiesa cattolica!
Certo, ci si
diceva, "ma se siete già fuori dalla Chiesa, una
scomunica che vi fa?". Un baffo, potremmo rispondere. Ma è anche vero che,
se ci è consentita un po' di ingerenza
all'incontrario, sarebbe un atto dovuto da parte di lorsignori
scomunicare tutti quelli che come noi combattono per il primato dei diritti
civili e della vita umana, quasi sempre contravvenendo a dogmi religiosi.
Sì, ci siamo
attivati perché la non-vita di Eluana
finisse. E ci attiveremo ancora in favore della libertà di essere...
esseri umani. Sì, ci siamo attivati per la fecondazione assistita, omologa ed eterologa. Sì, continueremo a sostenere la ricerca
scientifica sulle cellule staminali; a difendere la
legge sull'interruzione volontaria di gravidanza e ad invocarne una per il
testamento biologico. Per tanti diritti sgraditi al Vaticano, continueremo
a lottare giorno dopo giorno.
Perciò, si tolgano il pensiero e ci scomunichino tutti, ma
sappiano che siamo tanti, sempre di più. Mentre lorsignori
sono pochi, sempre di meno, anche se vogliono parlare a
nome di tutti: spermatozoi, embrioni, feti e morti viventi compresi.
Paolo Izzo
Martedì 17 febbraio 2009 – Tre lettere su Liberazione
Liberazione 17-02-09
Mi
ha già scomunicata PioXII
Caro direttore, mi associo alla lettera di Paolo
Izzo nel chiedere la scomunica. Il mio è un gesto di solidarietà perché sono
felicemente scomunicata da molti anni, dalla famosa scomunica di Pio XII
inflitta ai comunisti e a chi leggeva, diffondeva,
condivideva, idee comuniste. Non avevo l’età del voto né la facoltà di
andarmene di casa ma ero comunista e atea, tormentata ogni domenica da mia
nonna che voleva portarmi alla messa. Alle mie proteste contrapponeva gli esempi
di “lavoratori e donne del popolo” credenti e osservanti. Io rispondevo che
queste erano solo la conferma del fatto che “la religione è oppio dei popoli”.
La scomunica mi liberò. Nonna non poté replicare quando le dissi che sarebbe
caduta in peccato mortale portando in chiesa una scomunicata e andai
allegramente a diffondere “l’Unità”. Oggi liberarsi dai dettami della chiesa è
un po’ più difficoltoso, non si tratta più di una nonna bigotta ma della
concreta minaccia delle leggi di uno Stato avviato verso un nuovo clericofascismo, ma è un passo avanti, piccolo ma forte,
dichiarare la nostra indisponibilità a essere
governati dal catechismo invece che dalla Costituzione. Complimenti per il
giornale a te e alla Redazione, un particolare abbraccio
al carissimo Apicella. Bianca Bracci Torsi
Anche
io chiedo la scomunica. Me la merito!
Che
la chiesa mantenga la“promessa”
Cari amici, ho letto su “Liberazione” di ieri la
bella lettera firmata da Paolo Izzo, il quale provocatoriamente (ma neanche
tanto) invitava la chiesa a dare concretezza alla minaccia del quel cardinale
che invocava la scomunica per tutti coloro che si sono
attivati per la liberazione di Eluana. Ebbene, anche io, come Paolo Izzo (e tanti altri) chiedo la
scomunica a gran voce, e aggiungo che sono fiera di meritarmela. Barbara Sbrocca
Facciamo
sentire la nostra voce laica
Carissimi, sono iscritta al gruppo di facebook “scomunicateci” per condividere con altri un
pensiero: se è vero che la destra e la religione cattolica presidiano la paura
umana con l’uso strumentale e violento dell’ignoranza, la paura di essere nati
con dentro un nocciolo mostruoso e malvagio (…), quella della morte (…), quella
di chi è diverso (…), quella di chi non aderisce ai dogmi e vuol pensare, e…
aiutatemi anche voi a dire cos’altro; se è vero che
molti dei conflitti e dei confini umani nascono e si alimentano nella paura,
forse è di vitale importanza che questi temi vengano ampiamente e continuamente
dibattuti, e forse è fondamentale affrontarli ora, insieme, con la nostra voce
laica, per poi essere in grado di lottare per le leggi ed i diritti civili che
ad essi si legano, saper leggere con chiarezza i prossimi tentativi di
atterrirci e resistere. Donatella Buti
martedì 10 marzo – Una mia lettera su Liberazione
E allora, scomunicateci tutti!
Cara
"Liberazione", non è facile scrivere se la mano trema: ci sono voluti
due giorni per fermarla, dopo la notizia della bimba brasiliana che ha abortito
e della ferocia del vescovo di Recife
che si è abbattuta su di lei, come se le violenze subite non fossero bastate. Perdipiù, con l'orrore aggiunto che nessuna parola di
condanna sia stata spesa dalla curia brasiliana nei confronti del patrigno che
l'aveva messa incinta!
Leggo anche
sulle tue colonne che ritorna con forza l'idea che la
Chiesa cattolica a questo punto debba, almeno per coerenza, scomunicarci tutti,
ma proprio tutti. Gliene diamo motivo ogni giorno con la nostra reale difesa
della vita umana contro la loro cultura di morte. Continueremo in ogni modo la
nostra battaglia non violenta contro questi violenti,
affinché non ci possano mai nemmeno lontanamente annoverare tra i loro
complici.
Personalmente
lo dico da tre anni ormai, anche su "Liberazione", e in tanti stiamo
avanzando pubblicamente la nostra richiesta di scomunica attraverso tutti i
canali possibili, dai giornali a internet (su Facebook, in pochi giorni, il gruppo
"Scomunicateci" ha già raggiunto mille adesioni: http://www.facebook.com/group.php?gid=64106479277). Perché
la scomunica ci pare un atto dovuto da parte di chi chiama peccati
ed eresie ciò che noi chiamiamo diritti umani e diritti civili. Paolo
Izzo
Mercoledì 11 marzo – Una
lettera su Liberazione e un articolo su Aprile Online
Liberazione,
11 marzo 2009
Una
scomunica, con tanto di ceralacca
Caro Dino, ho
ricevuto la scomunica "latae sententiae"
il 12 dicembre dell'anno scorso da parte di Simone Giusti, vescovo di Livorno, come conseguenza di ordine
"giuridico" (legge di dio, can 1364, 1) per aver richiesto il
cosiddetto "sbattezzo"; inoltre leggendo "Liberazione"
incorro in un'ulteriore scomunica "latae sententiae" ai sensi dell'Art.
3 del "Decretum" del 1 luglio 1949 (leggere
la stampa comunista). Ma nonostante ciò mi associo
alla lettera di Paolo Izzo, e resto con lui e con tutti voi in attesa di
qualcosa di più corposo e appagante di un banale e inutile automatismo
paralegislativo: una bella scomunica "ferendae sententiae" con tanto di nome, cognome, ceralacca e
cornice dorata che attesti che io non sono cattolico. Roberto Martina
Aprile Online, 11 marzo 2009
La
terribile vicenda della novenne brasiliana che ha abortito e della conseguente
violenza dell'arcivescovo di Recife ai danni dei
medici e della madre della bambina, mi impone di
riprendere con forza una battaglia iniziata due anni orsono
affinché la Chiesa cattolica scomunichi pubblicamente tutti, ma proprio tutti
coloro i quali contravvengono a quelli che essa ritiene dogmi. Parlamentari,
medici, giornalisti, giudici, avvocati, scienziati, opinionisti: scomunichino
tutti quelli che lottano ogni giorno per l'affermazione dei diritti umani e
civili!
L'intento della mia "provocazione" è quello di provare a mettere a nudo una verità... statistica: a nome di quante
persone, in realtà, le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo parlano? Se,
per coerenza e per diritto canonico, esse scomunicassero
in un sol colpo tutti gli "eretici", in quanti rimarrebbero a tentare
di dettare "legge"?
Cominciai nel 2007, con una lettera pubblicata dal Riformista il 5 maggio; ad
essa ne seguirono decine e forse centinaia, che il giornale in parte pubblicò
per giorni e giorni... Tantissimi organi di informazione ripresero e
rilanciarono l'iniziativa nata così spontaneamente (anche quella volta il
pretesto fu la scomunica da parte dell'arcivescovato messicano contro i
parlamentari di quel paese che avevano votato un legge per l'aborto): oltre ad
Agi, Apcom, Aprile, Agenzia Radicale, Liberazione e tanti siti e blog, se ne dovette occupare persino l'Avvenire. Altre
furono le incursioni del sottoscritto sulla stampa e attraverso internet ed
ogni volta avevano un seguito di indignazione contro
le ingerenze vaticane e di sostegno alla causa. Una nutrita rassegna dal 5
maggio a tutt'oggi, potete leggerla qui: www.paoloizzo.net/scomunicateci.htm.
Vi segnalo infine che nelle ultime settimane ho ideato anche una sorta di
"manifesto per la
scomunica", proponendolo come descrizione del gruppo di Facebook "Scomunicateci", che in pochi giorni ha
ricevuto 1000 iscrizioni!
Lo trovate qui di seguito:
Manifesto per la scomunica:
Scomunicateci.
Siamo atei.
Siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi
e della epidurale, della
fecondazione assistita omologa ed eterologa, dell'interruzione
volontaria di gravidanza,
della "pillola del giorno dopo" e della RU-486, della ricerca sulle
cellule staminali embrionali, dell'eutanasia
e del testamento biologico.
Formiamo
coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni.
I nostri figli non li battezziamo e li esoneriamo dall'insegnamento della
religione cattolica.
Preferiamo pensare, invece di credere.
E pensiamo a una nascita umana sana, uguale per tutti,
senza perversioni e senza peccato originale. Perciò il Bene per noi è sinonimo di etica umana e di sanità mentale.
Riteniamo
che la Chiesa non si sia mai evoluta,
se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú.
Ugualmente, sosteniamo che il clero è una lobby di potere politico ed
economico;
e che il Vaticano è uno Stato straniero, con le sue regole,
il suo piccolo territorio e le sue grandi brame di espansione.
E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si
dice:
a Gesù, a san Francesco o alla madonna;
perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche,
né più né meno di Giove, Bacco e Artemide.
Perciò
vogliamo starne fuori:
se la Chiesa o il nostro Stato parleranno a nome della
cristianità, non parleranno piú a nome nostro.
Vogliamo essere liberi di sognare,
di pensare alle donne e agli uomini come noi,
di occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri
umani, fatti di psiche e di biologia
e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi.
E morti quando non potremo più pensare di essere vivi.
Tutto
questo può bastare per essere scomunicati?
Riteniamo di sì.
Link al gruppo di facebook
(siamo 3077!)
Giovedì 12 marzo 2009 – Il
“Manifesto per la scomunica” viene pubblicato
su Resistenza
Laica, Manifesto.it
e Cronache
laiche
Venerdì 20 marzo 2009 – Il
“Manifesto per la scomunica” viene pubblicato
e rimane sulla home page
del sito per settimane
Venerdì 27 marzo 2009 – Due
importanti adesioni-commenti al “Manifesto per la scomunica”
vengono pubblicate su Left-Avvenimenti
Il “Manifesto per la
scomunica”
è stato inoltre ripreso dai seguenti siti internet:
http://sienablog.ilcannocchiale.it/post/2193188.html
http://www.filosofia.eu.org/mostramessaggio.php?idmsg=55941
http://eterologa.blogspot.com/2009/03/manifesto-di-scomunica.html
http://movimentolaico.wordpress.com/2009/02/16/scomunicateci/
http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=False&pg=5&IDmessaggio=6463&IDforum=686
http://ilmuseodelmondo.tumblr.com/post/157704733/manifesto-per-la-scomunica-di-paolo-izzo
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8415424
http://socing.net/il-dibattito-sulla-pillola-ru486-accende-anche-facebook-e-twitter/
http://www.eticarazionale.net/gruppi-facebook-su-etica-e-progresso-civile
http://hardcorejudas.tumblr.com/post/157751442/manifesto-per-la-scomunica-di-paolo-izzo
Domenica 2 agosto 2009 –
L’agenzia stampa Apcom
(ripresa il giorno stesso da
Eco di Bergamo, Giornale di Vicenza, ItaliaOggi, L’Arena,
Brescia Oggi, Diariodelweb.it) parla del gruppo
“Scomunicateci” e cita brani dal “Manifesto per la Scomunica”
Link:
http://www.apcom.net/newscronaca/20090802_060000_3b7b786_67595.html
© Paolo Izzo