Variazioni sul tema / Imperfetto presente

 

Rifiutare le cure quando il prezzo da pagare all’esistenza è più alto della stessa morte, quando un rimedio parziale ne annulla quasi del tutto i benefici: abuso di libertà o diritto inalienabile?

 

 Mi piace passeggiare per Villa Borghese. Attraversarla per intero, da un ingresso a un altro. Lo facciamo tutte le domeniche, Giovanna ed io. Ma anche in mezzo alla settimana: se siamo di buonumore. Dico la domenica perché è speciale, la domenica è per i bambini! Ce ne sono tantissimi; compresi i nostri nipoti, che ci accompagnano quasi ogni volta. Abbiamo un sacco di cose da fare: affiancare le papere sul margine del laghetto, calpestare le foglie in autunno, accennare goffe corse per far ridere i piccoli, lanciare la palla al cagnolino… Non ne abbiamo mai abbastanza, Giovanna ed io. Ci fa tornare bambini, questa passeggiata nel parco: ci metteremmo a piedi nudi, per la gioia, ci sporcheremmo le caviglie nel fango, per fare un dispetto ai grandi. Se siamo da soli, compriamo il gelato o i pop corn e cerchiamo una panchina al sole, per sederci e per leggere le incisioni degli innamorati nel legno. Ci scambiamo una carezza.

Non ho dimenticato niente, mi pare. Soltanto una piccola mancanza, un errore di sintassi, che però fa un po’ male: dovrei usare l’imperfetto. Lo so, è una sciocchezza usare il presente, ma i vecchi lo fanno a volte quando si perdono nei ricordi. A me capita se parlo della mia vita di pochi anni fa, quando c’era Giovanna. Uso il presente, come se fosse oggi.

L’imperfetto preferirei usarlo per il racconto di questo brutto presente fatto di guerre, di attentati. Di popoli affamati e governi autoritari. Di verità televisiva. Di aria irrespirabile. Di poca sanità e troppa pazzia… Infine del mio letto di corsia, di questo piede che non serve più. I dottori mi hanno detto che devono amputarlo se voglio sopravvivere. Ma sopravvivere è come un imperfetto e in un presente imperfetto io ho risposto di no.

Mi piace passeggiare per Villa Borghese.

 

 

(Zefiro, 17/03/04)© Paolo Izzo

 

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