Il direttore editoriale di Left: “La sinistra che abbiamo in mente”
Intervista a Luca Bonaccorsi
“A Roma è
scoppiato l’anti-Freud”, così il Corriere della Sera
titolava il 12 marzo 1978 un articolo di Giuliano Zincone:
l'anti-Freud era Massimo Fagioli che già da qualche
anno aveva esposto con tre libri (pubblicati tra il
1970 e il 1974) la sua teoria della nascita, in cui erano innanzitutto
manifeste la cesura con la psicanalisi freudiana definita una truffa storica e
la volontà di affermare finalmente una vera ricerca sulla malattia mentale e
sulla natura umana.
Le reazioni
dei “realisti” freudiani erano state e furono violentissime,
ma Fagioli proseguì “tranquillamente” per la sua strada, portando avanti
le sue idee e proseguendo quel fenomeno che ormai è riconosciuto ovunque:
l’Analisi collettiva - che molti definiscono come l’unico luogo in cui si fa
ricerca psichiatrica, in cui anzi si realizza un ormai famoso trinomio, coniato
sempre da Fagioli, “cura, formazione e ricerca”.
Oggi si
potrebbe scrivere che, a quaranta giorni dalle elezioni, è scoppiato un altro
putiferio, stavolta culturale, politico, mediatico,
editoriale e che ad averlo scatenato è sempre lui: l’autore di “Istinto di morte
e conoscenza” (Nuove edizioni romane, 1971).
Oggetto del contendere sembra essere la nuova rivista settimanale Left, in edicola da sole tre settimane, ma i retroscena
sono molteplici e coinvolgono tutta la sinistra, a cominciare da Rifondazione
comunista e Ds, con annessi protagonisti e connessi
giornali.
Gli editori
di Left, Ivan Gardini e
Luca Bonaccorsi, avevano promesso una vera
trasformazione (il nome della testata, oltre a voler dire Sinistra, è anche un
acronimo: le prime tre lettere richiamano il motto della Rivoluzione francese “Liberté, Egalité, Fraternité”; la t sta appunto per Trasformazione) e i fatti
di questi giorni sembrano mantenere quella promessa.
Del
vecchio Avvenimenti, cui la nuova rivista è subentrata, non rimane
quasi più niente.
Si era
cominciato rivoluzionando la veste grafica, raddoppiando il numero di pagine,
inserendo nuove inchieste e contributi incisivi come quello di Massimo Fagioli,
appunto.
Al quale è stata affidata una rubrica settimanale.
Stiamo comunque parlando di due Left
usciti, duecento pagine in tutto, di cui tre di numero affidate allo
psichiatra.
Ma apriti
cielo! Martedì scorso i giornali sono pieni di notizie che riguardano la
fuoruscita da Left dei due direttori dell’ex
Avvenimenti: Giulietto Chiesa e Adalberto Minucci,
cui seguirà nei giorni successivi, la fuga dal
settimanale di parte del loro entourage, da Vauro a
Marco Travaglio, da Emergency a Diego Novelli.
Ebbene,
Chiesa e Minucci sono stati
licenziati, ma fanno subito capire che avevano posto un veto agli editori di Left: “o Fagioli o noi”…
Non solo, dal momento che la nuova testata si richiamava sin
dall’inizio al sogno di trasformare i concetti della Rivoluzione francese da
parole in idee, la cui urgenza era stata sottolineata proprio da Fagioli sulle
colonne di Liberazione, ecco che Chiesa e Minucci
hanno denunciato un possibile asse tra Left e il
quotidiano diretto da Piero Sansonetti (che a tutt'oggi è rimasto silenzioso spettatore). Questi i fatti, dal punto di vista di chi scrive. Ieri è
uscito regolarmente il terzo numero del settimanale e la rubrica di Fagioli si intitola, non deve essere un caso,
"trasformazione".
Prevediamo
che le polemiche si rinfocoleranno non poco, anche a seguito dell’intervista
che ci ha rilasciato Luca Bonaccorsi,
agguerrito direttore editoriale del nuovo Left, il
quale racconta alcuni notevoli retroscena dell’intera vicenda.
Allora Bonaccorsi, comincerei da Giulietto Chiesa che, nel
commentare l’infelice esito della sua direzione di Left,
conclusasi con il licenziamento dopo sole due
settimane, ha detto di essere all’oscuro del fatto che aveste affidato a
Massimo Fagioli una rubrica settimanale. Non solo: Chiesa prima ha dichiarato
che Fagioli per lui era uno “sconosciuto signore”, ma
poi l’ha indicato come il deus ex machina di un intreccio tra Left, Liberazione, Rifondazione comunista… Cosa c’è di vero
nelle invettive di Chiesa?
Quasi nulla. Chiesa è un famoso “complottista”.
Noi ci siamo dovuti “difendere” dai suoi scoop! Pensi che per il primo
numero voleva dedicare la copertina ad uno scoop
incredibile: lui aveva scoperto che le Twin Towers le
avevano tirate giù gli stessi americani! Il solito complotto Cheney-CIA-militari…
Dopo tante riunioni siamo riusciti a riformulare
la cosa come “analisi dei punti oscuri e delle domande non risposte sull’11
settembre”.
Perché sia chiaro, le domande e i dubbi sono ancora
molti: basta andare in rete per trovare centinaia di siti che raccolgono dubbi,
sospetti e teorie sulla vera versione dei fatti. Ma lo scoop!
Poi l’altra settimana dopo la conferenza stampa di presentazione (alla
quale non ha partecipato quasi nessuno dei suoi amici che ora ci attaccano) mi
ha preso da una parte e mi ha detto che aveva un altro
scoop incredibile per il prossimo numero.
Argomento voto elettronico: la stessa società
contestata in America per presunti brogli alle ultime presidenziali è stata ingaggiata
dal ministro Stanca (cioè da Berlusconi) per gestire
le Elezioni italiane. Gettando così una pesante ombra sulla regolarità delle
prossime politiche.
Noi siamo corsi a verificare la storia e abbiamo scoperto che in Italia
il voto è manuale e cartaceo, lo scrutinio pure, e solo dopo la trascrizione
dei dati sul registro del seggio i dati vengono
comunicati all’operatore informatico che li trasferisce al Viminale.
Il cartaceo comunque c’è e rimane per qualsiasi
verifica.
Questa è stata la nostra breve esperienza con Chiesa. Un
signore che oramai fa più il politico che il giornalista. Mentre a noi serve un giornalista.
Tra l’altro da quando è arrivato lui ad Avvenimenti (luglio
2005) le vendite sono solo peggiorate.
Per tornare
alla vicenda di Fagioli, che mi dice?
Secondo me il professor Fagioli è una delle voci più originali nel
dibattito sui valori della nuova sinistra.
Dibattito al quale Left
vuole chiaramente partecipare. Fagioli mette in relazione le teorie sulla natura dell’uomo con le
teorie politiche e la forma di stato.
Fagioli, dopo 50 anni di ricerca psichiatrica, dice
che gli uomini nascono tutti uguali e sani… più di sinistra di così!
È anche uno che si è battuto perché la psicoterapia non fosse il
privilegio di pochi ricchi borghesi, ma alla portata di tutti.
Insomma io non vedo davvero perché dovrebbe essere censurato. Riguardo al
fatto che Chiesa non sapesse che Fagioli era sul
Timone del giornale questo prova solo una cosa nota a tutti: la scarsissima
presenza di Chiesa in redazione.
Lui al massimo passava un paio d’ore il venerdì. Perché
lui ora fa il politico, appunto.
E riguardo al presunto asse Left-Rifondazione-Liberazione?
L’ennesimo complotto della fervida immaginazione di Chiesa.
Il piano editoriale che i direttori stessi hanno proposto e che la
redazione ha approvato, annovera come valore primo tra quelli a cui ci ispiriamo il principio della non-violenza.
Ora, Chiesa non sa neanche che quella è l’idea su cui Fausto Bertinotti sta rifondando la linea politica del suo
partito?
Ma li legge i
giornali Chiesa? Fare un giornale “non-violento” vuol dire essere plagiati da Bertinotti o contigui al suo partito?
Mah… Mi sembra proprio una logica vecchia e di bottega quella di non
poter condividere idee belle qualunque sia la
paternità di queste.
La laicità dello Stato segue nella lista del piano editoriale. Questo
vuol dire che abbiamo fatto l’alleanza con i Radicali?
Devo constatare che Chiesa non ha neanche letto il “suo” piano editoriale!
Perché
insiste col dire che Chiesa fa il politico e non il
giornalista?
Perché forse la verità di tutta questa vicenda è un’altra, e cioè quella che ci han detto
subito tutti fin dall’inizio: che fosse Chiesa stesso a voler fare un partitino e che Left-Avvenimenti
doveva esserne l’organo.
E per questo non tollerava che il giornale condividesse
valori con chicchessia a meno che non fossero quelli enunciati da lui.
Effettivamente quando siamo arrivati, Adalberto Minucci ci parlò del progetto di Chiesa di far diventare
Avvenimenti l’organo della lista Di Pietro-Occhetto.
Solo che poi Chiesa e Di Pietro hanno litigato e ora sono in causa per cui la cosa non funzionò. Ma
non sarà Chiesa quello litigioso?
Ho letto che
ci sono stati anche altri motivi di conflitto interno: a cominciare dal
battibecco con il Corriere della Sera che risale alla prima uscita di Left…
Anche la storia
del Corriere è ridicola. Ivan Gardini aveva risposto
un po’ piccato al pezzo del Corriere che “insinuava” un suo legame con Di Pietro attraverso la persona di Chiesa (eletto al
Parlamento europeo proprio grazie al magistrato che ha così pesantemente
influito sulla vita della famiglia Gardini).
Ivan ha solo sottolineato che non c’era
continuità editoriale tra Left-Avvenimenti e il
vecchio Avvenimenti. Cosa evidente anche ai sassi!
I direttori hanno usato questa cosa come pretesto per dire
che Ivan metteva a rischio i finanziamenti pubblici alla cooperativa. Cosa falsissima, disinformazione terroristica alla
redazione.
Questo è stato uno dei motivi che ha fatto
arrabbiare il CdA della cooperativa. Tra l’altro, per
quanto riguardava invece il riconoscimento della tradizione di
Avvenimenti, ci avevamo puntato noi stessi nella campagna pubblicitaria
con lo slogan “dall’esperienza di Avvenimenti nasce Left”…
È sempre
Chiesa ad aver detto: “si è già capito che razza di
sinistra questi signori abbiano in mente”. Si riferiva a voi editori. Quindi le
giro la domanda: quale sinistra avete in mente?
Quella annunciata
nel piano editoriale: non-violenta, laica, pluralista, obiettiva, attenta alla
libertà delle donne, attenta alle esigenze oltre che ai bisogni, all’ambiente,
alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo.
Questa sinistra ha incontrato il niet di
Chiesa. Ma lo saprà cosa è un modello di sviluppo o
lui pensa ancora al piano quinquennale?
(Nuova Agenzia
Radicale, 04/03/06)©
Paolo Izzo
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